Passi
Una sequenza si disegna su una tela. In cima c’è il fatto che la fa partire, sotto i passi in fila, e fra un passo e l’altro l’attesa, che si scrive in ore o in giorni.
Ogni passo dice cosa manda e con quale testo. Un passo può anche cambiare qualcosa sulla scheda, per esempio spostare la persona di stato o assegnarla a qualcuno.
L’ultimo passo dice come si esce. Una persona che risponde esce dalla sequenza da sola, perché continuare a scriverle un copione mentre sta parlando con qualcuno è il modo più veloce per farsi segnalare.

Versioni
Ogni sequenza ha una bozza e una versione pubblicata, e sono due cose separate. Si cambia la bozza quanto si vuole, e chi sta già dentro continua a ricevere la versione con cui era partito.
Al momento di pubblicare il sistema mostra cosa cambia rispetto a prima. Da lì in poi chi entra riceve la nuova.
Questo vale anche il primo giorno in cui uno spazio si accende. Una sequenza scritta e mai pubblicata non scrive a nessuno, quindi si può preparare tutto in anticipo senza rischiare che parta da sola.

Storico
Per ogni persona entrata in una sequenza c’è una riga che dice quando è entrata, a che passo è arrivata, cosa ha ricevuto e perché è uscita.
Un passo che non è partito resta scritto con il motivo, per esempio una finestra chiusa o un numero che ha smesso di rispondere. Non sparisce.
Accanto c’è il conto di quante persone sono dentro adesso e quante hanno finito, così si vede se una sequenza sta lavorando o se si è fermata senza che nessuno se ne accorga.

Orari
Le ore in cui è lecito scrivere si dichiarano per tutto lo spazio, non sequenza per sequenza, così non capita che una sia sistemata e un’altra no.
Un passo che matura alle tre di notte non parte alle tre di notte. Aspetta l’apertura della fascia e parte allora, e il sistema tiene il conto di quanto ha aspettato.
La fascia si può anche spegnere, e in quel caso i messaggi escono appena maturano. È una scelta che si fa a occhi aperti, e la pagina lo scrive.

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